SALUTE & BENESSERE: CRONONUTRIZIONE E “CRONOTIPI”, CENARE PRIMA E RISPETTARE L’OROLOGIO BIOLOGICO POTENZIA IL METABOLISMO

Una famiglia a tavola durante un pasto diurno con insalate fresche, verdure e spremuta d'arancia per un'alimentazione sana e bilanciata.

La crononutrizione e l’orario dei pasti sono davvero importanti quando si parla di perdita o mantenimento del peso e del benessere fisico. 

 

Non conta solo cosa si mette nel piatto, ma soprattutto quando e in quale armonia con il proprio orologio biologico

La crononutrizione, la disciplina scientifica che studia l‘interazione tra ritmi circadiani e alimentazione, si arricchisce di nuove evidenze che stanno ridefinendo le strategie del benessere integrato e della rimodellazione corporea. Come evidenziato da un recente report della BBC, anticipare l’orario dei pasti e adeguarli al proprio “cronotipo” è fondamentale per ottimizzare la risposta metabolica, migliorare la sensibilità insulinica e contrastare l’accumulo adiposo, offrendo un importante supporto scientifico ai professionisti dell’estetica professionale, del benessere e della medicina.

La risposta dell’organismo al cibo varia infatti in modo drastico nell’arco delle 24 ore. Il neuroscienziato Frank Scheer, della Brigham and Women’s Hospital di Boston, spiega che alimentarsi quando il corpo inizia a secernere melatonina per prepararsi al sonno genera un “disallineamento circadiano”. Uno studio su oltre 800 adulti ha dimostrato che lo stesso pasto ricco di zuccheri causa picchi glicemici più elevati e una minore produzione di insulina se consumato un’ora prima di coricarsi anziché quattro ore prima. Cenare tardi riduce inoltre i livelli di leptina (l’ormone della sazietà), aumenta la fame il giorno successivo e orienta il metabolismo verso la conservazione dei grassi anziché la loro ossidazione.

A confermare la validità del tradizionale adagio “colazione da re, pranzo da principe e cena da povero” intervengono le ricerche della professoressa Marta Garaulet dell’Università di Murcia: su un campione di 420 adulti, chi pranza prima perde peso più rapidamente rispetto a chi mangia più tardi, a parità di calorie. Un ampio studio epidemiologico francese su oltre 100.000 persone ha inoltre collegato le cene tardive e la riduzione del digiuno notturno a un maggiore rischio cardiovascolare.

 

Nel quadro analizzato dalla BBC entra in gioco anche il cronotipo individuale, ovvero la distinzione tra “allodole” e “gufi”

Chi tende a svegliarsi presto segue generalmente modelli alimentari più vicini alla dieta mediterranea e presenta una migliore sensibilità insulinica. Al contrario, i profili serali risultano maggiormente esposti a squilibri glicemici e all’aumento ponderale proprio a causa dell’abitudine di posticipare l’assunzione di cibo.

Da qui le indicazioni pratiche degli esperti: concentrare i carboidrati complessi e ricchi di fibre (cereali integrali, legumi e frutta) nella prima parte della giornata, riservando alla sera pasti più leggeri e proteici, magari integrati da alimenti che favoriscono il riposo come noci, semi, pollo, salmone e tonno. Pur senza una regola rigida per tutti, il principio guida resta quello di consumare il pasto più abbondante nelle prime ore del giorno e cenare almeno tre ore prima di coricarsi.

Per le estetiste e gli operatori dell’estetica professionale, dei centri benessere e delle spa, queste evidenze riaffermano l’importanza di un approccio olistico e scientificamente fondato alla cura della persona. Comprendere le dinamiche della crononutrizione con scelta occulata degli orari dei pasti e i ritmi circadiani della clientela consente agli specialisti del settore di affiancare ai trattamenti in cabina e alle tecnologie di rimodellamento una corretta consulenza e incoraggia la collaborazione con figure specializzate nella nutrizione, massimizzando i risultati sul metabolismo, sulla qualità del sonno e sulla rigenerazione dei tessuti.

 

Di Katia Anna Calabrò

Responsabile Marketing Communications, Esthetimedia Group