Accusato sui social media di provocare ogni tipo di malessere – dall’invecchiamento precoce al gonfiore addominale, fino ai dolori articolari, il cortisolo è diventato il nemico pubblico numero uno del benessere moderno. Come riporta il Times, questa vera e propria ossessione digitale ha generato un mercato florido fatto di ritiri termali detox, programmi di allenamento ad hoc e persino “cocktail al cortisolo” a base di succhi e acqua di cocco.
La realtà scientifica descritta dagli esperti è però ben diversa dalle tendenze di TikTok. Il cortisolo, l’ormone secreto dalle ghiandole surrenali, non è la causa dello stress, ma lo strumento biologico per regolarlo. Si tratta di una molecola fondamentale per la sopravvivenza: stimola il metabolismo, aumenta l’energia, combatte le infiammazioni e supporta il sistema immunitario. Nelle persone sane, i suoi livelli subiscono picchi e cali fisiologici durante la giornata; tra questi, il più importante è la “risposta di risveglio del cortisolo”, il picco mattutino che dà la carica per alzarsi e aiuta a distruggere le cellule immunitarie difettose.
I veri problemi – sottolineano gli specialisti – insorgono solo quando i livelli rimangono cronicamente elevati. Lo stress prolungato rende il cervello meno sensibile all’ormone, impedendogli di inviare il segnale di “spegnimento”. Questa persistenza altera il sonno, debilita le difese immunitarie e danneggia il controllo della glicemia e della pressione sanguigna. Sul fronte del peso, la carenza di sonno prolungata innesca la modalità “attacca o fuggi”: il corpo, percependo una minaccia, trattiene il grasso come riserva energetica di protezione.
La questione tocca da vicino anche l’universo femminile: nelle donne in menopausa, il calo degli estrogeni spinge le ghiandole surrenali a produrre più cortisolo, alterando il metabolismo dei carboidrati e favorendo l’accumulo di grasso addominale. Anche in questo caso, tuttavia, la scienza invita a non demonizzare la singola molecola.
Di Katia Anna Calabrò per EsthetiProgram