BEAUTY OLTRE I 50 ANNI E FEMTECH: È RIVOLUZIONE DA MILIARDI

donna over 50 con la mano sotto il mento che guarda fisso davanti a sè

Ma resta il Gender Health Gap

Il mercato globale della menopausa si appresta a raggiungere i 24 miliardi di dollari entro il 2030. Un dato che fotografa una necessità reale, non più trascurabile, e che si inserisce in una trasformazione radicale dell’intero settore beauty. Le consumatrici non cercano più cosmetici “anti-age” generici, ma pretendono risposte competenti, scientifiche e strettamente personalizzate. Quella che fino a pochi anni fa veniva considerata una nicchia è diventata oggi una delle leve di crescita economica e culturale più solide a livello globale.

Secondo le rilevazioni di Euromonitor, il solo comparto beauty dedicato alle donne over 50 ha già toccato quota 24 miliardi di dollari nel 2024, con un tasso di crescita stimato del +6% annuo fino al 2028. Questo target rappresenta oggi quasi il 35% del potere d’acquisto mondiale nel settore cosmetico, configurandosi come la fascia di clientela più fedele e maggiormente disposta a investire in qualità, ricerca ed efficacia. Una generazione informata ed esigente, che rifiuta i compromessi e rivendica una corretta rappresentazione.

A trainare il cambiamento è anche il boom del FemTech, l’ecosistema tecnologico votato al benessere e alla salute della donna. Il primo Osservatorio FemTech in Italia rileva un panorama in forte fermento con 92 realtà già censite, quasi la metà delle quali nate a partire dal 2023, e una forte impronta rosa: il 79% registra infatti almeno una founder donna. Non si tratta solo di un fenomeno commerciale, ma di una svolta culturale mirata a ridefinire il concetto di cura, riconoscendo la specificità biologica femminile in ogni fase della vita.

Nonostante la spinta dei numeri, persistono tuttavia profonde lacune strutturali. Le infrastrutture dedicate alla salute della donna, gli investimenti nella ricerca e lo stesso linguaggio utilizzato per trattare il tema della menopausa rimangono ancora insufficienti. Emerge così il peso del cosiddetto “gender health gap”, il divario storico nelle soluzioni mediche tra uomini e donne dovuto a parametri clinici tradizionalmente costruiti sul solo corpo maschile; una distorsione per cui, per decenni, la menopausa è stata ignorata, banalizzata o eccessivamente medicalizzata.

Di Katia Anna Calabrò per il Centro Studi Esthetimedia Group